Blue economy, così la città si confronta sulla risorsa mare

Per i prossimi 24 mesi Salerno salata città d’Italia leader nello scambio sui temi dell’Innovazione in campo marittimo e dell’economia del mare.
Parte la fase 2 del progetto europeo Urbact: 25 paesi in 23 network che riuniscono un totale di 161 partner individuali che si scambieranno buone pratiche e idee per attrarre fondi da altri piani europei. Salerno fa parte del gruppo di otto realtà urbane (Burgas in Bulgaria, Matosinhos in Portogallo, Matarò in Spagna, Ostend in Belgio, Galati Romania e Piraeus in Grecia) che si dovranno confrontare sul BluAct, cioè su sostenibilità, economia, tecnologia e buone pratiche riferite alla risorsa mare.
Per fare il punto sul progetto e per porre le tematiche su cui lavorare la responsabile, la consigliera comunale Sara Petrone, si è incontrata con l’assessore all’Urbanistica Domenico De Maio, insieme a Simone D’Antonio, responsabile dell’Urbact point Italia dell’Anci nazionale e Francesco Colace in rappresentanza dell’Università. Nell’ambito del progetto, Salerno si confronterà e proverà a replicare, declinandola sui temi del territorio, con l’esperienza di Piraeus, cittadina a pochi chilometri da Atene, dov’è stata messa in piedi l’iniziativa BlueGrowth, una competizione di innovazione per la Blue Economy, per rafforzare le attività economiche tradizionali legati al settore marittimo con idee di business innovative.
L‘iniziativa BlueGrowth aiuta giovani imprenditori nello sviluppo di concetti innovativi e nel creare lavoro nella Blue Economy. L’insieme del progetto comprende la presentazione di proposte innovative, una valutazione, una cerimonia di premi, e un incubatore. Il cuore di BlueGrowth è Marinescape, un ecosistema dalle quattro eliche per la Blue Economy.
Nella cittadina greca, grazie alla competizione tra startup, sono nati 10 nuove aziende innovative, sono stati creati 55 nuovi posti di lavoro e 25 eventi e meeting, oltre che due incubatori.
“Il nostro interesse spiega Sara Petronenon è solo scambiare buone pratiche, ma fare in modo che le startup abbiano anche una vita e che le idee non siano solo suggestive ma abbiano un ritorno concreto sul territorio. Per questa ragione nello sviluppo di tutto il progetto è nella scelta delle tracce da seguire
il supporto e il coinvolgimento dell’università sarà decisivo”.